Tre insegnanti di sostegno arrivate dal Sud convivono come fossero ancora studentesse pur avendo superato i trent’anni d’età. Francesca Brizzolini, 32 anni, da Reggio Calabria, lavora in un istituto tecnico vicino a Romolo; Paola Cincotta, stessa età, di Lipari, in un linguistico in Porta Romana, e Nicoletta De Vita, 31 anni, da Vibo Valentia, in una primaria del Vigentino. Si sono conosciute all’università di Messina e sono diventate amiche. Una dopo l’altra, per lavoro, sono state chiamate a Milano. «Il primo anno abbiamo vissuto in appartamenti separati ma i costi sono proibitivi: dal 2019 abbiamo unito le forze e siamo affiatate coinquiline». Hanno trovato casa vicino alla Bocconi. «Durante il lockdown siamo diventate famiglia, segregate in casa senza nemmeno un balcone. Ha cercato rifugio sotto la nostra finestra un senzatetto al quale portavamo colazione e pranzo ogni giorno — ricorda Francesca —. Una sera c’è stato un furto alla vicina e da buone “terrone” siamo intervenute con il ladro». Via Zamenhof «è stata molto più di un semplice indirizzo: è stata riferimento per noi e per tutti gli amici che sono passati da lì. Di necessità virtù, restiamo giovani». Ora, piene di ricordi, si sono ritrovate a inscatolare tutto: la proprietaria ha deciso di trasformare l’appartamento in un B&B. Ma si trasferiranno presto in una nuova casa, sempre insieme.
«Noi prof fuorisede a Milano che viviamo in condivisione come gli studenti: di necessità virtù, restiamo giovani»
Stipendi bassi, difficoltà crescenti. E così ci si arrangia, come Francesca, Paola e Nicoletta, insegnanti di sostegno trentenni arrivate dal Sud: dal 2019 hanno trovato casa vicino alla Bocconi






