«Quasi nessuna scuola supera la percentuale del 30 per cento di studenti stranieri in una classe. Qui, per esempio, pur essendo alla periferia di Roma, in una zona di confine tra Tor Bella Monaca e Due Leoni, ne contiamo tra il 10 e il 12». Valeria Sentili, dirige l’istituto comprensivo Francesca Morvillo da 13 anni (è insegnante nel quartiere da 25) e ha visto passare tra quei banchi generazioni e generazioni di immigrati. «Parliamo di certo di percentuali di inserimenti molto ampie. Ma bisogna fare una distinzione importante tra Nai (Neo arrivati in Italia, ndr) e stranieri di seconda generazione».