Ieri nelle scuole sono andati in scena i primi collegi docenti, migliaia di docenti seduti in aula magna o nel corridoio. In questa data solitamente o a stretto giro gli insegnanti conosceranno dal dirigente scolastico le proprie classi e sul registro elettronico comparirà l'elenco degli studenti. Una veloce lettura e si comprende come i cognomi italiani diminuiscono di anno in anno e, invece, aumentano quelli stranieri, molti dei Balcani, ma anche di stati africani, del Bangladesh ed India.

Se i cognomi non sono i tipici nostrani, vediamo che la maggior parte degli studenti parla come un italiano nativo, la difficoltà maggiore in molti casi, invece, riguarda il testo scritto. Poi c'è il caso dei Nai, gli studenti appena arrivati in Italia e qui si apre una rete per consentire allo studente l'apprendimento dell'italiano. Per loro è complicato, ma nel giro di sei mesi, solitamente, acquisiscono un discreto livello linguistico, nell'arco di due anni molti riescono a raggiungere le competenze dei coetanei. I dati più recenti, forniti dal Ministero dell'Istruzione e del Merito mostrano che per l'anno scolastico 2024/2025 come gli alunni stranieri superino gli 850mila, rappresentando circa il 12% del totale della popolazione scolastica. Nel marzo 2024, il Friuli Venezia Giulia registrava circa il 16% di studenti stranieri sul totale della popolazione scolastica, con un dato superiore alla media nazionale. La provincia di Gorizia superava il 20%, le province con la maggiore concentrazione di alunni stranieri sono Gorizia, Pordenone e Udine, che registrano percentuali molto elevate. A Gorizia, in particolare, alcune scuole hanno una percentuale di studenti stranieri che supera il 50%. Spesso i ragazzini musulmani trovano stranissimo che i compagni di religione cristiana non siano così religiosi e praticanti. Va, infatti, detto, che specie alle superiori vi è un netto calo degli studenti che frequentano le lezioni di religione, spesso si trovano classi con la docente e soli tre ragazzini.