Nessun segnale delle violenze "L'ho vista davvero pochissimo. Era sempre con la mamma. Anche mio fratello l'ha vissuta poco perché quando è nata era in carcere", racconta la donna spiegando che con Beatrice, nata solamente due anni fa, gli incontri non erano mai stati frequenti. "Dall'agosto del 2025 non sentivo più le bambine. L'avrei fatto ma non avevo i loro numeri di telefono e lei (Manuela Aiello, ndr) mi aveva bloccato", spiega aggiungendo: "Quando Manuela Aiello mi incrociava in macchina o per la strada mi insultava, gesticolava. Come poteva esserci un dialogo? L'unico dialogo lo aveva con mio padre, era lui che mandava ogni mese l'assegno di mantenimento". Alla domanda riguardante a come sia possibile che nessuno si sia mai accorto dei segni che la piccola Bea portava sul suo corpo, esito delle violenze subite, Sonia Rao risponde: "Io lavoro e ho orari completamente diversi dai suoi, dalla Aiello. Le bambine andavano a scuola, purtroppo non vivevamo la loro quotidianità. Se avessi avuto un sospetto, anche minimo, sarei intervenuta immediatamente. Ma non c'è mai stato alcun segnale che arrivasse fino a noi".
Beatrice, la zia paterna chiede l'affido delle due sorelle | "Nessun segnale a noi delle violenze"
Parla Sonia Rao, la zia della piccola Beatrice morta di botte a due anni a Bordighera. La donna ha chiesto di poter adottare le sue sorelle.











