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Un segnale, il Consiglio regionale, lo ha dato con il dibattito di ieri aperto da un minuto di silenzio. Che l’attenzione sia concreta e duratura lo dirà solo il tempo; di certo, poche questioni richiamano all’unità d’intenti come la reazione della società civile - prima ancora che della politica - alla strage dei braccianti di Amendolara.
Le dichiarazioni d’impegno manifestate nella seduta di ieri si scontrano certo con una rete di competenze che vanno ben oltre la Regione, ma è ormai indifferibile una strategia coordinata su misure di contrasto al caporalato e allo sfruttamento nei campi oltre che per il miglioramento generale delle condizioni dei lavoratori migranti in Calabria. Bisogna cambiare marcia, come chiesto da più parti. Dal canto suo, il governatore Roberto Occhiuto ha rivendicato in aula un’azione politica incisiva «perché noi molte cose le abbiamo fatte senza aspettare i fatti di Amendolara».
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