Nel Consiglio regionale dedicato al tema della lotta al caporalato dopo la strage dei braccianti ad Amendolara, il presidente Occhiuto ha detto che la Regione vuol farsi carico delle spese di viaggio dei familiari che saranno chiamati a venire in Italia per riconoscere i corpi e quelle per il rimpatrio delle salme. Serve però una norma: il Consiglio potrebbe votare un emendamento alla prossima variazione di bilancio. Falcomatà all’attacco: «Avete le mani sporche di sangue»
La Regione Calabria è pronta a farsi carico delle spese per il rimpatrio delle salme dei quattro braccianti stranieri arsi vivi ad Amendolara, ‘puniti’ per essersi ribellati ai propri sfruttatori. E ancora prima dei costi del viaggio dei familiari, che potranno essere chiamati in Italia per procedere con il formale riconoscimento dei corpi.
Per farlo, però, serve una norma. Il presidente della Regione Roberto Occhiuto ha proposto oggi (8 giugno 2026) all’aula, impegnata nella discussione sul tema del contrasto al caporalato, di preparare un emendamento, che potrebbe essere portato al prossimo Consiglio, insieme a una variazione di bilancio destinata al voto. «Si tratterà di poche migliaia di euro, ma è una cosa, un piccolo gesto che, a mio avviso, merita di essere compiuto da una Regione che, ancora una volta, vuole dimostrare il proprio livello di civiltà e di attenzione verso la sofferenza di chi è venuto in Calabria alla ricerca di una vita migliore» dice il presidente nel suo intervento.












