La mossa di Intesa Sanpaolo su Montepaschi, che dopo la conquista di Mediobanca è il nuovo dominus di Generali, sulla carta potrebbe cambiare ancora una volta radicalmente in pochi mesi il baricentro dell"azionariato della compagnia assicurativa.Obiettivo dichiarato della banca milanese?
Per l"amministratore delegato di Ca" de Sass, Carlo Messina, posizionarsi con un 13,32% che ne farebbe il primo socio del Leone significa mettere in sicurezza l"indipendenza del gruppo triestino e stabilizzarne l"azionariato, che significa tutelare la stabilità del sistema e del risparmio italiano.
In ultima battuta, per il banchiere, tutto ciò porterebbe in dote il «mantenimento della leadership italiana di Intesa nel modello di wealth management e protection e della relazione con i propri clienti».Con la proposta di Banco Bpm di fondersi con Montepaschi, secondo Cà de Sass la filiera Siena-Mediobanca-Trieste, oltre ad essere soggetta ad instabilità per la spaccatura post-assemblea nel board del Monte, rischierebbe di finire nell"orbita dei francesi del Crédit Agricole, primi soci in Piazza Meda con quasi il 23% ma orientati a crescere al 29,9%.
Da qui, i timori in primis per l"ingresso di un altro grande operatore del risparmio nel mercato italiano tramite Generali – mercato dove Intesa realizza il 90% dei propri ricavi – e uno sbilanciamento verso la Francia del Leone: una posizione molto delicata, essendo la compagnia triestina anche il primo acquirente di Btp.Nel costruire la propria operazione, Intesa Sanpaolo rileverà prima un 3% del gruppo triestino che «ci consentirà di poter mantenerein futuro la quota e di adottare un trattamento ad equity investments» della stessa.
















