I cda di Banco Bpm e Montepaschi si preparano a rispondere all"assalto lanciato da Intesa Sanpaolo che, con un"offerta carta-cash da 30,6 miliardi di euro e il successivo spezzatino, punta a mettere in portafoglio 625 filiali, Widiba, Mediobanca, il credito al consumo di Compass e il 13,3% di Generali, cedendo il resto a Unipol (marchio Mps compreso) per rispettare i limiti Antitrust.Piazza Meda aveva provato a giocare d"anticipo proponendo una fusione che il ceo di Intesa Carlo Messina ha definito una «lettera d"amore» per l"assenza di un corrispettivo economico e che Assoutenti ha perfino fatto oggetto di esposto.

Da lunedì Montepaschi è sotto passivity rule mentre il Banco, secondo vari scenari di mercato, rischia di finire preda di un takeover del suo primo socio Crédit Agricole o di Unicredit.

Tutti questi temi arriveranno la prossima settimana ai cda delle due banche.Il board di Banco Bpm si riunirà martedì, in un meeting in programma da tempo che sarà però la prima occasione per fare il punto sulle grandi manovre in atto.

L"istituto milanese (assistito da Citi, Goldman Sachs e dallo studio Legance) potrebbe sollecitare la risposta del Monte alla proposta di fusione.

Per il Banco, osservano gli analisti, l"operazione avrebbe molto senso, non solo perché metterebbe il gruppo al sicuro da offerte ostili ma anche perché puntellerebbe l"alleanza tra la controllata Anima e Montepaschi, principale cliente della sgr.Confronti tra Castagna e Lovaglio sono in corso dall"assemblea senese di aprile e si parla di due lunghi faccia a faccia tenuti in Piazza Meda a maggio.