ROMA – Il nuovo affondo del Governo sull’attuazione del Patto europeo su migrazione e asilo preoccupa non solo le organizzazioni che si occupano di diritti dei migranti, ma chiunque abbia a cuore il funzionamento democratico delle istituzioni. Nelcomunicato diffuso dal Tavolo Asilo e Immigrazione, viene denunciata la scelta di procedere ancora una volta attraverso la decretazione d’urgenza, mentre il Parlamento sta già esaminando un disegno di legge sulla stessa materia. Una modalità che, secondo le associazioni, limita il dibattito pubblico e riduce il ruolo delle assemblee elettive proprio su temi che incidono direttamente sui diritti fondamentali.

Resi opachi i piani di implementazione del Patto. Nel comunicato si evidenzia come il Governo abbia mantenuto opachi i piani di implementazione del Patto, limitando il confronto con enti locali, organizzazioni della società civile e operatori del settore. Una mancanza di trasparenza che rende difficile valutare gli effetti concreti delle riforme prima della loro entrata in vigore.

Spazio per la discrezionalità amministrativa. A preoccupare è anche il rischio di una crescente discrezionalità amministrativa, con procedure sempre più accelerate che potrebbero indebolire il principio della valutazione individuale delle domande, soprattutto quelle relative alla protezione internazionale. In gioco ci sono diritti costituzionali e principi consolidati del diritto europeo e internazionale, dal diritto d’asilo al divieto di respingimento verso Paesi non sicuri.