HomeMonza BrianzaCronacaMonza, procreazione medicalmente assistita: nessun risarcimento danni per la bimba nata con la fibrosi cisticaA stabilirlo è stato il Tribunale civile. In esame l'analisi genetica che aveva riscontrato la possibilità per il padre di trasmettere la patologia ma non il rischio residuo per la madreUn'aula di tribunale (Foto di repertorio)Ricevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMonza, 8 Giugno 2026 - La loro bambina è nata con la fibrosi cistica dopo la procreazione medicalmente assistita. Ma non avranno alcun risarcimento dei danni nè i genitori per la mancata interruzione della procedura e della gravidanza, nè la neonata stessa per il diritto ad avere una vita "sana e dignitosa". Lo ha stabilito il Tribunale civile di Monza, che non ha accolto le domande presentate dalla coppia brianzola nei confronti dei medici e delle strutture a cui si erano rivolti per procedere con la fecondazione in vitro.

I futuri mamma e papà chiedevano il riconoscimento della responsabilità professionale "per non aver avuto la possibilità di effettuare una indagine più approfondita per verificare l'eventualità per la nascitura di essere affetta da fibrosi cistica e quindi di non aver dato loro la possibilità di desistere dal procedere con le pratiche necessarie per arrivare alla gravidanza". I due erano stati sottoposti ai test genetici secondo cui l'uomo era portatore sano di una mutazione del gene fibrosi cistica ma, a loro dire, per la compagna non fu approfondito con ulteriori accertamenti quale fosse il rischio, poi risultato del 25%.