La bambina, oggi riconosciuta come invalida totale, necessita di assistenza continua

Dieci anni fa una bambina venne alla luce all’ospedale Maggiore di Bologna, ma già nelle fasi che precedettero il parto e durante il travaglio si verificò una grave sofferenza fetale, poi aggravata da un parto naturale indotto complicato da una distocia di spalla, emergenza ostetrica in cui la fuoriuscita della testa del neonato era seguita dall’incastro di una o entrambe le spalle nel bacino materno.

Nel corso del parto, avvenuto il 5 novembre 2016, la neonata riportò una significativa sofferenza anossico-ischemica, che secondo gli accertamenti tecnici sarebbe stata evitabile con un tempestivo ricorso al taglio cesareo invece del parto naturale. Le conseguenze furono gravi e permanenti, con lo sviluppo di lesioni neurologiche irreversibili che portarono al riconoscimento della condizione di invalida totale, con diritto all’indennità di accompagnamento erogata dall’Inps.

La decisione del Tribunale e il risarcimento

La vicenda si è conclusa con il riconoscimento di un risarcimento di circa 700 mila euro a favore della bambina e dei genitori, stabilito dal Tribunale di Bologna dopo una lunga controversia giudiziaria durata quasi dieci anni.