Nel 2016 una neonata ha riportato gravi danni cerebrali durante il parto a causa di un errore medico. Dopo 10 anni i giudici hanno stabilito che l’ospedale dovrà risarcire la famiglia con 700mila euro.

Immagine di repertorio.

Una neonata è rimasta "invalida totale" a seguito di un errore medico nel 2016 e ora, a distanza di 10 anni, i genitori saranno risarciti con 700mila euro di danni, più interessi e spese legali. A raccontare la vicenda, che vede coinvolto l'ospedale Maggiore di Bologna, è il Corriere della Sera.

Secondo quanto ricostruito, la bambina è nata il 5 novembre 2016. Nella fase pre-parto e durante il travaglio si era verificata una grave sofferenza fetale. A quel punto, era stato indotto il parto naturale, nonostante si fosse verificata una "distocia di spalla", un'emergenza ostetrica grave in cui, dopo l'uscita della testa, una o entrambe le spalle del bambino rimangono incastrate nel bacino della madre.

In questo modo la bambina aveva subito una "sofferenza anossico-ischemica", un grave danno cerebrale causato da una carenza di ossigeno e di flusso sanguigno al cervello che l'ha resa invalida. Un danno che con il taglio cesareo si sarebbe potuto evitare, stando a quanto emerso dal resoconto processuale. I legali dei genitori della neonata hanno ritenuto che la responsabilità dell'accaduto è dell'ospedale Maggiore di Bologna e a loro ha dato ragione la giudice Paola Matteucci che ha firmato ed emesso la sentenza nei giorni scorsi.