MESTRE (VENEZIA) - Durante il parto ha subito gravi ed irreversibili lesioni neurologiche conseguenti agli errori compiuti dal personale sanitario dell’ospedale all’Angelo, che sottovalutarono la situazione e non sottoposero tempestivamente la madre a parto cesareo.
La Ulss 3 Serenissima è stata condannata a risarcire con quasi due milioni di euro un bambino di Mestre, oggi dodicenne e i suoi genitori, costretti ad garantire al figlio un’assistenza continua, in quanto il piccolo non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, né di camminare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.
La sentenza è stata emessa dalla seconda sezione del tribunale civile di Venezia, il quale ha accolto le richieste presentate dagli avvocati dello studio legale Simonetti di Mestre, Guido Simonetti ed Enrico Penzo. Sulla base di una consulenza medico legale, che ha riconosciuto al bambino una invalidità permanente del 73 per cento, la giudice Sabrina Bonanno ha liquidato, applicando le tabelle di Milano, un milione di euro a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale patito dal minorenne, oltre a quasi 500mila euro a titolo di risarcimento conseguente a perdita della capacità lavorativa futura. Il tribunale ha accordato un risarcimento anche ai due genitori per il danno non patrimoniale da loro sofferto: 128mila euro ciascuno. Ulteriori somme sono state riconosciute a ristoro dei danni materiali conseguenti a spese mediche e di perizie, oltre a 70mila euro di spese legali. Per un totale complessivo che arriva a circa due milioni di euro.






