Caricamento player

Lunedì pomeriggio il comando interforze che coordina le forze militari iraniane ha detto che l’Iran smetterà di attaccare Israele, ma ha minacciato una risposta «ancora più intensa e decisa» qualora Israele non sospenda a sua volta i propri attacchi rivolti sia contro l’Iran sia contro il sud del Libano. Domenica sera l’Iran aveva lanciato missili contro Israele, presentando l’attacco come una ritorsione contro i recenti bombardamenti di Israele in Libano, e nella notte Israele aveva risposto bombardando vari luoghi in territorio iraniano. Le due parti sono andate avanti ad attaccarsi reciprocamente con droni e missili per tutta la mattinata.

I bombardamenti di queste ore tra Iran e Israele sono stati l’escalation più significativa della guerra in corso in Medio Oriente dall’accordo per il cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti di inizio aprile, e rischia di aggravare ulteriormente la situazione, quando ormai sono passati cento giorni dai primi attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, dopo settimane di minacce e pressioni. Il presidente statunitense Donald Trump ha invitato entrambe le parti a smettere di attaccarsi «immediatamente».

Lunedì mattina l’esercito israeliano ha fatto sapere di aver «colpito obiettivi militari del regime terroristico iraniano nell’Iran occidentale e centrale», compreso un impianto petrolchimico a Mahshahr, uno dei porti più importanti del paese vicino alla costa settentrionale del Golfo Persico. Un funzionario provinciale citato dall’agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito di danni all’impianto, che serve anche per la produzione di missili balistici, senza specificare altro.