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Domenica sera l’Iran ha cominciato ad attaccare Israele per la prima volta dal cessate il fuoco dello scorso aprile. I Guardiani della rivoluzione, il gruppo militare più potente dell’Iran e quello che di fatto governa il paese, hanno confermato di aver avviato attacchi ampi e coordinati contro Israele. Nel frattempo l’aviazione israeliana ha detto di aver intercettato alcuni missili diretti verso il nord del paese, e di aver individuato altri lanci, non è chiaro di che tipo di armi.
In varie città israeliane sono state attivate le sirene d’emergenza. I Guardiani della rivoluzione hanno minacciato di continuare con gli attacchi per tutta la prossima settimana.
L’Iran sta presentando gli attacchi di questa sera come una ritorsione contro i continui attacchi di Israele in Libano, che il regime considera una violazione del cessate il fuoco. Da marzo le forze armate israeliane stanno occupando e bombardando il sud del Libano, sostenendo di voler eliminare le postazioni di Hezbollah, il gruppo politico e militare sciita alleato dell’Iran.
In un’intervista con Fox News, il presidente statunitense Donald Trump si è rivolto al regime iraniano dicendo: «Avete sparato i vostri missili, ora basta. Tornate al tavolo e fate un accordo». Da mesi sono in corso negoziati tra Iran e Stati Uniti per mettere fine alla guerra, ma sono sempre stati inconcludenti a causa delle richieste inconciliabili delle due parti sulle questioni principali, tra cui il futuro del programma nucleare iraniano e la riapertura dello stretto di Hormuz, da cui prima della guerra transitava il 20 per cento di tutte le esportazioni di petrolio e gas naturale liquefatto.













