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La sera del 7 giugno l'Iran ha lanciato missili balistici contro Israele, violando per la prima volta la tregua firmata l'8 aprile scorso. L'esercito israeliano ha confermato l'attacco e attivato i sistemi di difesa. "I sistemi di difesa sono operativi per intercettare la minaccia" ha dichiarato il portavoce dell'Idf. Le sirene sono scattate a Haifa. Diversi Paesi in Medio Oriente hanno chiuso il proprio spazio aereo. I Pasdaran hanno rivendicato tre ondate di missili contro la base aerea di Ramat David, nel nord di Israele, indicandola come il punto di partenza dei raid israeliani sul Libano. "In risposta ai diffusi crimini del regime sionista usurpante nel Libano meridionale, e all'uccisione su vasta scala e allo sfollamento forzato del popolo oppresso di Tiro, Nabatieh e altre aree, inclusa la zona di Dahiyeh a Beirut, la base aerea di Ramat David è stata presa di mira da missili balistici lanciati dalla Forza Aerospaziale dell'Irgc" si legge nella nota ufficiale delle Guardie della Rivoluzione.

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La giustificazione iraniana chiama in causa i raid israeliani su Beirut avvenuti nelle ore precedenti. I Pasdaran hanno ribadito: "Nonostante i precedenti avvertimenti della Repubblica islamica dell'Iran, il regime sionista omicida di bambini, superando tutte le linee rosse e intensificando gli attacchi nel sud del Libano, ha preso di mira l'area di Dahieh a Beirut. Avevamo precedentemente avvertito che se i crimini nell'area di Dahieh a Beirut si espandessero, avremmo attaccato obiettivi nei territori occupati". Il generale Ali Abollahi, a capo del comando militare centrale iraniano, ha sintetizzato la posizione di Teheran: con quei raid Israele "ha superato tutte le linee rosse". Un consigliere di Khamenei, citato dall'agenzia russa Tass, ha definito l'attacco un semplice avvertimento. I Pasdaran hanno confermato la lettura: "L'operazione di stasera è stata solo un avvertimento. Qualora queste aggressioni si ripetessero, le risposte saranno più estese e includeranno tutti i bersagli americano-sionisti nella regione". L'esercito iraniano ha anche contestato la validità della tregua: "La nostra accettazione del cessate il fuoco l'8 aprile era subordinata a un cessate il fuoco su tutti i fronti; ma come sempre, America e Israele non hanno rispettato il loro impegno, hanno proseguito l'aggressione e i crimini in Libano, e hanno attaccato navi iraniane".