Nel panorama gastronomico contemporaneo, dove la globalizzazione rischia spesso di appiattire le diversità, c'è chi rimette al centro l'autenticità e il legame col territorio. “Il vero lusso, la vera libertà oggi, è avere a disposizione la generosità della natura e dei prodotti locali per esprimere una cucina unica, che sia il riflesso autentico del territorio. Che ci si trovi nel nord del Giappone, nel Kansai (una delle otto regioni del Giappone, ndr) o in Liguria, la libertà è poter entrare in contatto diretto con il pescatore, con il cercatore di funghi. Trovare la propria identità culinaria attraverso questo legame è l'essenza stessa della cucina”. L’ha detto a Identità Golose (a Milano lo chef multistellato Alain Ducasse, chiamato a fare una riflessione su cosa significhi fare ristorazione oggi, tra sfide globali, valorizzazione dei giovani e obiettivi di crescita futuri.

“Trovare la propria identità culinaria è l'essenza stessa della cucina”, ha detto nello stand de Il Gusto. E ha anche spiegato quali siano le doti indispensabili per un cuoco. “Il segreto del successo è 95 per cento lavoro e 5 per cento talento. Contrariamente a quanto si possa pensare, non è il dono innato a fare la differenza nelle cucine. Contano molto di più la passione e la voglia di fare. Il talento è un seme che va bagnato ogni giorno con la dedizione e lo spirito di sacrificio”.