"L'alta cucina ha lo stesso ruolo dell'haute couture: come l'alta moda è la punta di un iceberg che traina tutto il business del settore gastronomico sottostante".

Non ha dubbi sul ruolo e sul futuro della ristorazione di lusso Alain Ducasse, il grande chef francese che, a 69 anni, annovera un tesoretto di 18 stelle Michelin nei suoi ristoranti sparsi nel mondo.

Italia compresa dove firma i menu dei ristoranti del Romeo Hotel a Roma e a Napoli, E l'insegna "Alain Ducasse Napoli", con lo chef Alessandro Lucassino, ha conquistato l'ultima stella nella guida Michelin Italia 2026.

L'occasione di incontro col maestro d'Oltralpe è stata la presentazione, in occasione del primo anniversario del Romeo Hadid Roma, del libro Dna Ducasse, edito da Topic, che raccoglie il multiforme bagaglio di esperienze, filosofia, visione imprenditoriale e tecniche dello chef chiamato "Maestro" dalle brigate di cucina di ogni dove. Nel 43/o libro di Ducasse, in 536 pagine, tradotte dall'editore Marco Bolasco, 135 ricette delineano il percorso di questo chef-imprenditore e formatore che ha costruito locali di culto a Parigi, Monaco e Londra nonché scuole di cucina frequentate da allievi di 80 Paesi, e un cantiere sempre aperto di idee e progetti. Nel maxi volume si confronta sui temi di etica e visioni d'impresa con Emmanuel Pilon, Amaury Bouhours e Jean-Philippe Blondet, declinando il concetto-guida di Naturalité, con la centralità degli ingredienti vegetali ma senza esclusioni ideologiche delle proteine animali, e della sottrazione, essenzialità nella creazione di un piatto di altissima cucina d'avanguardia. "Devi prima di tutto guardare quello che hai a disposizione, Cosa sai fare con questi prodotti e come puoi valorizzarli" ha suggerito, sottolineano tuttavia "le difficoltà di trovare equilibrio in un piatto, ma è un dovere necessario per esprimere l'eccellenza".