Per la prima volta dopo anni, il vertice dell’alta cucina mondiale in chiave Michelin non è un più un trofeo con un solo nome inciso sopra: Yannick Alléno ha raggiunto Alain Ducasse, e oggi sono entrambi a quota diciotto stelle Michelin. Non è solo una coincidenza, ma un passaggio gastronomicamente storico, che arriva al termine di un lungo percorso.
Alla scoperta del Dna di Alain Ducasse: nel suo nuovo libro l’essenza della sua cucina
20 Febbraio 2026
Dopo la scomparsa di Joël Robuchon, infatti, quel vertice si era assestato quasi da solo. Alain Ducasse era rimasto lì, senza bisogno di essere rimesso continuamente in discussione: per numeri, per presenza, per quella rete costruita negli anni tra Francia, Monaco e le grandi capitali. Più che un primato da difendere, la sua sembrava una posizione inamovibile, quasi naturale. Anche perché, nel frattempo, il resto della scena si muoveva su un altro piano: crescevano i nomi, si moltiplicavano i progetti, ma nessuno riusciva davvero a colmare quella distanza. Non c’era un rivale diretto, né un inseguimento credibile. Il confronto, semplicemente, non si poneva.
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