Se “essere autentici” è un’espressione dell’anima, capace di rivelare chi siamo e i valori che ci definiscono, parlare di autenticità del cibo significa affrontare una questione altrettanto profonda e strutturale, che riguarda i territori, il lavoro dei produttori, l’attenzione di chi il cibo lo cucina e di chi lo consuma. È in questa prospettiva che Taste 2026 – “Cibo vero / True Food” ha proposto una riflessione chiara e necessaria, rispondendo a un bisogno sempre più avvertito di senso, trasparenza e concretezza all’interno del sistema alimentare contemporaneo.
La manifestazione ha scelto di spostare il focus dalla spettacolarizzazione degli chef-star verso un’attenzione più sostanziale alla materia prima, alla storia e alla qualità di ciò che finisce nel piatto, restituendo al cibo il suo valore originario. Il “cibo vero” viene così raccontato come nutrimento del corpo e dell’immaginario, esperienza sensoriale e culturale, esito di un dialogo consapevole tra una molteplicità di fattori che includono ambiente, lavoro umano, tradizione, innovazione e responsabilità.
Questa visione si inserisce in modo organico nella più ampia concezione della cucina italiana proclamata Patrimonio Culturale Immateriale dall’Unesco, riconosciuta non come un semplice repertorio di ricette, ma come un sistema vivo di saperi, gesti, ritualità e relazioni sociali. Taste 2026 si è rivelato uno dei luoghi privilegiati in cui questa definizione ha trovato una concreta applicazione, sia attraverso una selezione rigorosa dei produttori sia grazie a una serie di eventi diffusi che hanno coinvolto l’intera città di Firenze. Ristoranti, cocktail bar, locali storici e botteghe si sono trasformati in palcoscenici di degustazioni, cene e incontri, confermando come la cucina continui a vivere nella trasmissione orale, nella stagionalità dei prodotti, nella centralità degli ingredienti locali e nella convivialità quotidiana. In questo quadro si inserisce anche il mercato “Ortobello” di Desinare, che ha rappresentato un’importante occasione per conoscere e assaggiare i migliori prodotti della tradizione casentinese, rafforzando il legame tra territorio, produttori e pubblico.






