Fulvio Pierangelini non è uno chef come tanti. Lo capisci subito: nel suo modo di parlare, nel modo in cui racconta i piatti e la vita, c’è una spontaneità che sorprende. Laureato in Scienze politiche, avrebbe potuto diventare un ambasciatore, ma il destino, e forse la sua innata curiosità, lo hanno portato in cucina. E lì ha trovato il suo vero palcoscenico: un luogo dove emozionare, raccontare storie e dare piacere agli altri, con semplicità e sincerità.

Da giovane faceva il bagnino, l’istruttore di vela, ogni piccolo lavoro estivo per mantenersi. All’epoca, aprire un ristorante in un luogo sperduto, lontano da tutto, sembrava una follia. Eppure, lo fece, senza indagini di mercato né guide Michelin in testa, solo con la voglia di cucinare e divertirsi. Da lì è iniziata la leggenda del Gambero Rosso a San Vincenzo, il ristorante che per trent’anni ha portato la sua firma: una cucina essenziale, sorprendente, fatta di pochi ingredienti ma scelti con cura maniacale, capaci di raccontare il territorio e le persone che lo abitano.

La sua filosofia è semplice: “Il piatto deve arrivare in tavola schietto e sincero, senza ostentazione, ma con verità”. È il lusso, dice Fulvio, quello che nasce dal rispetto della materia prima, dalla cura del dettaglio, dall’amore per ciò che la terra offre. La famosa passatina di ceci con gamberi, con soli tre ingredienti, è diventata un’icona della cucina italiana, copiata in tutto il mondo, eppure nata come gesto spontaneo, quasi per gioco. Dal 2009 è Creative Food Director per gli hotel del gruppo Rocco Forte, dove porta la sua sensibilità e la sua cura in un contesto internazionale. Con Sir Rocco Forte ha costruito un rapporto che va oltre il lavoro: fiducia, stima reciproca, passione per il cibo. Insieme vogliono che ogni esperienza culinaria, dal croissant della colazione al cioccolatino della notte, sia memorabile. Fulvio ci mette tutto sé stesso: il talento, l’esperienza, la passione, la cura del dettaglio. Ma anche la libertà, quella che ha sempre cercato e coltivato.