Vigevano. Nel bilancio del Comune risultano quasi 3 milioni e 400mila euro di crediti di dubbia esigibilità, ossia di difficile riscossione, stralciati dal conto del 2025 e derivati soprattutto dal mancato pagamento di quanto dovuto per la Tari e l’Imu, ma ci sono anche le sanzioni del Codice della strada e qualche altra grana amministrativa. Ed è proprio su questo che l’assessore uscente con delega alle politiche giovanili, Daniele Semplici, candidato alle elezioni comunali nella lista di Fratelli d’Italia, ha presentato un esposto alla procura della Repubblica e alla Corte dei Conti chiedendo di controllare l’operato degli uffici comunali.

Nella delibera del 5 marzo 2026, quella appunto relativa al riaccertamento dei residui ai fini della formazione del rendiconto 2025 - documento che porta poi all’approvazione del bilancio - si legge che i «crediti di dubbia e difficile esazione stralciati dal conto del bilancio 2025 sono 3.369.918 euro» cui si aggiungono i «residui attivi inesigibili o insussistenti stralciati dallo stesso conto che sono 1.788.682 euro». I primi sono quelli che, in un modo o nell’altro, dovrebbero essere riscossi, gli altri, come riportato sulla delibera, esistono per «indebito o erroneo accertamento» e per quelli è stata chiesta «la definitiva eliminazione delle scritture e del documento di bilancio». Nella conferenza stampa di mercoledì 3 giugno, l’assessore Semplici aveva tuonato: «Il 24 novembre 2025 chiesi di sapere se fosse stato inoltrato l’avviso necessario a interrompere la prescrizione delle tasse sui rifiuti non pagate, come atto di indirizzo. Parrebbe, infatti, evidenziarsi un'enormità di posizioni Tari mai notificate e neppure passate alla gestione coattiva, quindi presumibilmente prescritte». Ma quante sono queste posizioni? Qui i numeri fanno paura. Nel 2015, per esempio, su quasi 30mila avvisi di mancato pagamento della tassa rifiuti, e quindi della Tari, i vigevanesi che hanno fatto il proprio dovere sono stati poco più di 22.500. Cifre che si ripetono più o meno anche per il 2016 e il 2017, salendo a 30mila per il 2018 e 2019, quando aumentano i cittadini che hanno pagato integralmente l’avviso di mancato versamento della tassa rifiuti (sono più o meno 24mila) mentre nel 2020 si va a 31mila avvisi e 25.300 vigevanesi “paganti” ad avviso ricevuto. Ma il punto è un altro: i solleciti che non sono stati notificati. Nel 2015 sono 1.600, nel 2016 si scende a 950, l’anno successivo si torna a 1.477, per poi scendere di nuovo a cifre più basse e quindi 225 per il 2018, 382 per il 2019 e 263 del 2020. «Ho chiesto al segretario generale e al dirigente – aveva precisato Semplici – di verificare se sussista un danno erariale per l'ente, ma dopo 30 giorni nessuno mi ha risposto. Quei soldi potevano servire alla città. Strano però che due giorni dopo la mia primissima domanda mi sia stato notificato un procedimento per mancato pagamento Tari per un immobile vuoto, privo di allacciamenti, senza mobili e oggetti, in ristrutturazione, con la Comunicazione di inizio lavori depositata in municipio e, soprattutto, per il quale io, e nessun altro, abbiamo la residenza».