Non soltanto l’Asp e il Cefpas nisseno: secondo gli inquirenti, le ambizioni della rete politico-imprenditoriale riconducibile al deputato regionale Riccardo Gallo si sarebbero estese fino alla punta di diamante del territorio, “Agrigento Capitale della Cultura 2025”.
Dalle attività d’indagine della Squadra Mobile di Caltanissetta e della Procura nissena emerge che il progetto non veniva percepito come occasione di risveglio civico, bensì come una posta da spartire per consolidare consenso e collocare figure di fiducia. L’interesse, tanto economico quanto politico, è esplicitato in un’intercettazione di Gioacchino Pontillo, considerato il braccio destro del parlamentare di Forza Italia.
Pontillo descrive Agrigento come una città “sul punto di decollare”, immaginando filmati promozionali e un indotto paragonabile a quello di Taormina. Di fronte a una prospettiva ritenuta milionaria, la linea che emerge è netta: Gallo deve assumere la “titolarità” dell’operazione, per poterne indirizzare leve e ricadute.
Per raggiungere tale obiettivo, il deputato agrigentino avrebbe concepito un disegno volto a inserirsi nella Fondazione “Agrigento Cultura 2025”. In un colloquio con Roberto Sanfilippo, direttore del Cefpas, Gallo illustra la propria strategia: rimuovere un avvocato dal Consiglio di amministrazione della Fondazione (Nino Cremona, ndr) e sostituirlo con Carmelo Restivo, cognato di Sanfilippo. Il politico, con toni perentori, rassicura l’interlocutore sulle mosse imminenti: “Minchia ora u levu e ci mettu a tò cugnatu!”.












