Nessun “salvagente” giudiziario per il deputato regionale Riccardo Gallo Afflitto dopo l’interrogatorio per corruzione nell’ambito dell’indagine “Corte dei miracoli” sui favori ricevuti dall’ex manager del Cefpas Roberto Sanfilippo.

Il deputato, di Forza Italia fin dalla prima ora e ponte di collegamento tra la Sicilia e Pierluigi Berlusconi, è agli arresti domiciliari per ordine del gip del tribunale di Caltanissetta Santi Bologna.

Lo stesso gip in astratto aveva valutato per il deputato una misura non detentiva.

Ipotesi non ritenuta adeguata perché potrebbe portare avanti l’attività parlamentare «continuando nella sua opera di procacciamento di utilità personali» e perché «ha dimostrato di poter esercitare influenze illecite sull’intero territorio regionale costituendo ad Agrigento il perno politico dell’area di riferimento e rappresentando l’interlocutore privilegiato dei politici, anche di altre aree di influenza come Raffaele Lombardo».

L’accordo politico “Gallo-Di Mauro” per la presidenza del consiglio comunale di Agrigento non è passato inosservato agli uffici giudiziari di Caltanissetta dopo che il deputato durante l’interrogatorio - avvenuto qualche giorno prima del rinnovo delle cariche comunali nella Città dei Templi - si era difeso cercando di tenere lontane le ombre di corruttela sul suo operato politico.