Le assunzioni di mogli, figli, generi e collaboratori di politici del centrodestra nel Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del servizio sanitario (Cefpas) sarebbero state in parte pilotate dal deputato regionale forzista Riccardo Gallo Afflitto. La Procura di Caltanissetta, guidata da Salvatore De Luca, ha chiesto l’arresto per corruzione del politico azzurro nell’inchiesta sul Cefpas, che coinvolge altre sette persone ed è legata all’affidamento di incarichi e di appalti all’interno dell’ente regionale. Dovranno presentarsi davanti al gip di Caltanissetta per gli interrogatori preventivi anche il direttore dell’ente Roberto Sanfilippo, il dirigente generale dell’Asp di Caltanissetta, Giuseppe Capodieci, i funzionari dell’ente Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, il medico in quiescenza Salvatore Enrico Giambelluca, l’imprenditore Pietro Tritone, legale della società Sice Srl, e il funzionario regionale in quiescenza Vincenzo Raitano. Al fattoquotidiano.it risultano 8 richieste di misure cautelari e 12 indagati.
Gli incarichi alla moglie e alle persone di fiducia
Secondo l’indagine della mobile di Caltanissetta e dello Sco di Roma, il deputato forzista avrebbe favorito la nomina al Cefpas di Roberto Sanfilippo da marzo 2023, e per i successivi tre anni, e lo avrebbe mantenuto “in carica sin quando si fosse attenuto” alle sue direttive. In cambio, il manager avrebbe “asservito le funzioni e i poteri connessi al suo ruolo dirigenziale agli interessi e alle indicazioni” del deputato, assegnando “l’incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a Pontillo, uomo di fiducia” di Gallo, e alla moglie del deputato Simona Sinagra (per la quale non è stata chiesta nessuna misura cautelare) “quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo pieno e determinato” nell’ente. Sanfilippo, in concorso con il deputato e il dg Asp Agrigento Giuseppe Capodieci, avrebbero sottoscrizione l’accordo quadro tra Cefpas-Asp per le “procedure di distacco del personale fra i due enti”, che avrebbe consentito alla “moglie del deputato” di lavorare nella città dei Templi.










