Se il coro ’Free Palestine’ c’è stato, "ritengo che chi porta la responsabilità di quanto accaduto farebbe bene a chiedere scusa alle famiglie dei bambini. Il giornalista Wael Al-Dahdouh è stato invitato dalle insegnanti per portare la testimonianza di cosa significhi vivere dentro una guerra che gli ha sterminato la famiglia. Avevo già conosciuto in passato il giornalista, che (mercoledì scorso, ndr) era accompagnato da una persona che faceva da interprete e di cui non conoscevo le generalità e, di riflesso, la delicata indagine nella quale è coinvolto". Il sindaco Massimo Mezzetti ha commentato la vicenda della presenza di Sulaiman Hijazi all’incontro. "Nello scorso inverno ho ricevuto tante lettere e disegni da parte di bambini e bambine di diverse classi di scuole elementari con riflessioni sulla guerra e sulla necessità della pace nel mondo. Dato che ho personalmente risposto a queste lettere ho svolto in queste settimane diversi incontri di restituzione, direttamente faccia a faccia con i bambini che hanno partecipato a questo percorso. In uno di questi, mercoledì scorso, per circa un’ora ho ascoltato e dialogato con i bambini e le bambine che, a dire il vero, mi hanno incalzato più che sulla guerra su tanti temi della loro vita quotidiana: dai giochi nei parchi all’inquinamento dell’aria, dallo stato delle palestre al desiderio di avere più verde. Non avendo avuto il tempo di esaurire le risposte, prima di andare via, ho dato alle insegnanti la disponibilità a un nuovo incontro nel nuovo anno scolastico". Alle 10, dopo un’ora, "mi sono dunque allontanato perché avevo altri impegni. Durante la mia presenza all’incontro non è stato mai citato nel colloquio con i bambini il conflitto fra israeliani e palestinesi né intonato nessun canto di natura politica. Se questo è accaduto dopo che io sono andato via lo giudico assolutamente inopportuno. Sono fermamente convinto che i bambini non debbano essere coinvolti e strumentalizzati in questo modo su questioni di cui non possono avere una autonoma capacità di giudizio ed è scorretto chiedere loro di intonare uno slogan politico senza che ne possano avere piena consapevolezza".