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Simona Lorenzetti, inviata a Nizza Monferrato
Nel 2024, a Nizza Monferrato, accoltellò il padre per proteggere la madre da un'aggressione. Dopo la condanna in primo grado, per la ventenne è arrivata l'assoluzione per legittima difesa: «Ora l'Italia è il mio Paese, qui mi sento a casa»
La notte senza incubi, il dolce risveglio scandito dalle fusa del gatto. E i libri sulla scrivania chiusi che attendono. «Oggi devo assolutamente studiare, lunedì ho il test di matematica per provare ad alzare la media prima della maturità». La nuova vita di Makka Sulaev, la 20enne che due anni fa a Nizza Monferrato uccise il padre per difendere la madre dall’ennesima aggressione e che ora è stata assolta per legittima difesa, profuma di normalità. «È un bel giorno, mamma è più serena e anche i miei fratelli. Ho finalmente disattivato le due sveglie che tenevo fisse per riuscire a essere puntuale dai carabinieri per firmare. È stata una bella sensazione, anche se mi mancheranno».
Quali sono i suoi progetti?«Ci sono tante cose che vorrei fare, ma prima devo diplomarmi. Magari andremo qualche giorno al mare tutti insieme. A settembre potrei iscrivermi a Medicina, era il mio sogno da bambina. È tutto così strano, mi hanno scritto in molti per dirmi che erano felici per me. Voglio anche dire che non devo essere presa ad esempio. Io non ho avuto scelta, ma quello che ha detto il procuratore è giusto: la giustizia fatta da sé è sbagliata. Perché poi ci devi convivere».











