Assolta in secondo grado. Makka Sulaev, oggi 20enne, non vuole che la sua storia sia un esempio, un precedente. Nel 2024 ha ucciso il padre a coltellate per proteggere sua madre dall’ennesimo episodio di violenza, a Nizza Monferrato, nell’Astigiano. Venerdì 5 giugno la Corte d’Assise d’Appello di Torino ha cancellato la condanna in primo grado, che aveva decretato una pena di 9 anni e 4 mesi di reclusione. “Ci sono tante cose che vorrei fare, ma prima devo diplomarmi”, dice in un’intervista.
Makka Sulaev assolta in secondo grado
Le prime dichiarazioni dopo la sentenza
L'omicidio del padre a Nizza Monferrato
Makka Sulaev assolta in secondo gradoPer i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Torino Makka Sulaev, che all’epoca dei fatti aveva 18 anni, non aveva altra scelta che sopravvivere. Quindi il suo gesto è stata una disperata legittima difesa.In primo grado, la Corte d’Assise l’aveva condannata a 9 anni e 4 mesi e costretta ai domiciliari, durante i quali “non riuscivo a guardare i coltelli” né ad “utilizzarli per mangiare”.ANSAMakka Sulaeva, 20 anni, è stata assolta. Nel 2024 a Nizza Monferrato uccise il padre per proteggere la madreIntervistato dal Corriere della Sera dopo la sentenza del 5 giugno, l’avvocato Massimiliano Sfolcini che l’ha difesa per l’intero iter giudiziario si è abbandonato a un’espressione liberatoria: “Giustizia è stata fatta”.Poi ha aggiunto: “Questa ragazza non meritava la sentenza di primo grado. Ora l’emozione è tanta, è forte. In aula ha pianto, finalmente è libera“.Le prime dichiarazioni dopo la sentenza“Questa assoluzione non cancella il passato: è un macigno che mi porterò sempre addosso”, spiega Makka Sulaev a Repubblica. Ed è decisa, la 20enne, sul messaggio che deve passare dopo la sua storia.










