La 18enne è stata assolta in appello dopo la condanna a 9 anni in primo grado per l'omicidio del padre

Due coltellate al padre per difendere la madre dall'ennesima aggressione violenta: oggi a Makka Sulaev è stata riconosciuta la legittima difesa. La corte d'assise di Torino l'ha assolta in appello, dopo una condanna in primo grado a 9 anni e 4 mesi. In aula ha pianto. Soddisfatto il legale: "È stata fatta giustizia - ha detto - ora deve metabolizzare tutto, fra 10 giorni ha l'esame di maturità ed è un momento di grande tensione".

Ma il peso più grande è svanito.

L'aggressione e il delitto a Nizza Monferrato

Nizza Monferrato, Piemonte. È la sera del 1 marzo 2024. Makka ha 18 anni. Assiste in casa all'ennesimo litigio fra la madre e il padre Akhyad, di 50 anni. Lui si era licenziato dal lavoro di lavapiatti e pretendeva che la moglie facesse altrettanto dal suo lavoro in un ristorante. "Appena arrivi a casa ti stacco la testa", era uno delle decine di messaggi minatori inviati alla donna quel giorno. Lei li inoltrava a Makka che, spaventata, è uscita di casa per comprare un grosso coltello.