Oltre un milione e 100mila cittadini al voto tra oggi e domani per i ballottaggio in 42 comuni sopra i 15mila abitanti, di cui 6 capoluoghi di provincia È la partita di ritorno delle comunali di due settimane fa, da cui è uscito un sostanziale equilibrio tra le due coalizioni, ma che è stata segnata dalla vittoria a sorpresa della destra a Venezia che ha fatto masticare amaro i leader del centrosinistra. I numeri: dei 12 capoluoghi che hanno già assegnato il sindaco al primo turno, 5 sono andati al centrosinistra (Mantova, Prato, Pistoia, Avellino e Andria), tre alle destre (Venezia, Reggio Calabria e Crotone), due a civici o forze fuori dai due poli (Fermo e Messina) e due a esponenti del Pd che non avevano il sostegno del partito, Vincenzo De Luca a Salerno e Mirello Crisafulli a Enna.
DOPO IL PRIMO TURNO, le destre sono in vantaggio a Arezzo e Macerata, che già governavano, e anche a Lecco, dove il sindaco uscente è del Pd. I giallorossi partono avanti a Trani e Chieti (già governate) e anche ad Agrigento, che invece viene da una giunta di centrodestra. Nel complesso non ci si aspetta un terremoto dai ballottaggi. Cinque anni fa in queste città 8 furono le vittorie del centrosinistra, 5 delle destre e 5 di candidati civici o indipendenti. È probabile che lunedì la mappa delle città confermi questo leggero vantaggio delle forze progressiste.











