L’intervista è lunga, densa. L’occasione è il libro che ha scritto, La regina di Maggio. Gli ultimi giorni della Corona: i ricordi di mia nonna sulla fine della Monarchia e lui è Emanuele Filiberto di Savoia che si è raccontato a D La Repubblica.
Gli aneddoti sono moltissimi: “Se ripenso a lei (sua nonna, ndr), vedo quelle sue mani bellissime con le dita lunghe e affusolate, sempre in movimento, con grazia. Intrecciate attorno a una sigaretta, perché ha fumato fino alla fine dei suoi giorni. Era una donna magnetica. Quando andavamo a trovarla nel suo castello di Merlinge, alla domenica, o durante l’estate, passavo molto tempo con lei. Quando avevo circa 8 anni ha iniziato a portarmi con sé in passeggiata; dopo pranzo camminavamo e parlavamo, fino a raggiungere un cottage, una specie di capanno. Se era nervosa, si metteva a tagliare la legna, altrimenti sedeva, riposava e si versava un whisky. A volte un gin, vizietto che le aveva passato una sua buona amica, la regina madre del Regno Unito. È stata l’ultimo grande testimone di un periodo cruciale di casa Savoia, ho pensato fosse venuto il momento di restituirle qualcosa”.
Il libro, precisa Emanuele Filiberto, è dedicato alle sue figlie, “per renderle consapevoli della storia della nostra famiglia”. Al centro del racconto c’è però sua nonna Maria José e il modo in cui, tra le altre cose, “si confrontava con personaggi del calibro di Albert Einstein e Marie Curie”.











