di

Antonella Frontani

L’ex ministra del Lavoro si racconta nella casa di famiglia a San Carlo Canavese: l’infanzia, il difficile rapporto con il cibo, gli anni del governo Monti e il rimpianto per il tempo non trascorso con i figli

«Questo è il luogo delle mie radici, la casa a cui sono legata. Apparteneva ai miei genitori. È la mia oasi di pace». L’incontro con Elsa Fornero avviene sotto un pergolato di vite, di fronte al grande orto della sua casa di San Carlo Canavese. All’entrata, un bellissimo roseto fiorito; nessun rumore, oltre al canto degli uccelli, dell’oca, del gallo. Il luogo ideale per il racconto di sé.

Tutto parte dall’infanzia…«La mia infanzia è un ricordo gioioso. La mia era una famiglia molto modesta ma dignitosa. Mia mamma era casalinga, mio papà era custode al poligono di tiro della Vauda. Non avevamo molto ma non ci mancava nulla».