L'editoriale della direttrice di iO Donna Danda Santini del 6 giugno 2026

di

Danda Santini

Ho coperto così spesso le mie assenze con bugie grossolane che ancora me ne vergogno: “Ero dietro, non mi hai vista? io ti ho visto/a! sei stato bravissimo/a…”. Mezze bugie, via. Mio papà arrivava per primo, si piazzava al meglio e filmava tutto: la recita di Natale, il saggio di fine anno, quello di danza.

Così io, in differita e solitaria, mi commuovevo davanti a San Giuseppe, al lupo mangiafrutta, e persino a chi diventava albero. A mia discolpa posso aggiungere che sono figlia di tempi asciutti e genitori spartani: al primo giorno di scuola, la mamma mi accompagnò al portone, accertò quale sarebbe stata la mia classe, e mi salutò col suo mantra educativo: “Ora vado, tu arrangiati”.