di Paolo Baldini

L’attrice italiana, in teatro con lo spettacolo "Insieme" e in uscita con il nuovo libro "Dieci storie pop", festeggerà il compleanno in agosto. «Da bambina ero ai limiti dell’antisocialità», racconta. «Al provino per "La piovra" mi misi a urlare: il regista restò a bocca aperta». Zia Elsa Morante, Carmelo Bene, Mario Monicelli, Giuseppe Bertolucci. Storia di tanti incontri e di un solo rimpianto

Vivere d’impulso. Pane al pane e vino al vino. La verità prima di tutto. E (quasi) nessun rimpianto. Dice: «No, rimpianti veri non ne ho. Sì, ecco, uno c’è: mi piacerebbe riportare in scena il testo che ho scritto su Sarah Bernhardt, il monologo Io Sarah, io Tosca, interrotto ai tempi del Covid e mai più ripreso». Laura Morante l’antidiva racconta la diva per eccellenza. «Ho fatto un lungo lavoro di ricerca, scoprendo particolari persino toccanti. Il motto di Sarah era quand même, nonostante tutto. Non si fermava davanti a niente». La bambina di poche parole che «spiava gli altri nascondendosi dietro le porte e sognando di diventare una danzatrice», la protagonista di Oggetti smarriti, Bianca, Sogni d’oro e La stanza del figlio si avvicina al traguardo dei settant’anni con un bagaglio di inevitabile saggezza. La data è il 21 agosto. Sarà, assicura, «il consueto, poco affollato compleanno di un’ex ragazzina timida incapace di mordersi la lingua quando la discussione si scalda».