Una lettrice scrive:«In questi giorni sto leggendo tanti articoli sugli anziani lasciati soli o assistiti dalle famiglie che tra uno "squilibrio" e l'altro cercano di preservare la dignità della persona. Chi fa assistenza deve barcamenarsi tra lunghe file burocratiche, bilancio di fine mese, badanti, lavoro, figli, vita di coppia, mentre l"Io" che ha dentro rischia di morire prima degli altri. Consiglio: ritagliatevi del tempo per fare ciò che più vi piace perché il tempo che vi dedicate, anche se poco, diventa il vostro respiro quotidiano».Paola Un lettore scrive:«Desidero segnalare un gesto di cortesia che ho ricevuto l'8 luglio all'aeroporto di Caselle. Di ritorno da un breve viaggio negli Stati Uniti, dove mi ero recato per sottopormi a un trattamento legato alla mia malattia oncologica, mi sono reso conto di non aver annotato dove avevo parcheggiato l'auto nel parcheggio multipiano. L'ho quindi cercata per diverso tempo, senza successo. A quel punto ho telefonato all'ufficio parcheggi della Sagat, spiegando il mio problema. L'operatore mi ha rassicurato sul fatto che l'auto non risultava uscita dal parcheggio; successivamente, dopo che gli avevo spiegato che le mie condizioni di salute rendevano difficile continuare la ricerca da solo, mi ha fatto aiutare da un addetto che, dopo essersi fatto consegnare le chiavi, ha ritrovato la mia auto. Nella nostra società esistono ancora persone che svolgono il proprio lavoro con cortesia, professionalità e generosità».Michele Borgarelli Una famiglia scrive:«Giovedì 9 avevamo appuntamento a Palazzo Nuovo in quanto nostra figlia doveva discutere la tesi di laurea triennale in scienze dell'educazione. Poco prima della cerimonia, mia suocera, una signora di quasi 80 anni con problemi alla schiena e difficoltà a deambulare (utilizza abitualmente un bastone) stava camminando accanto a mio marito quando un ragazzo, arrivando a bordo di un monopattino, si è avvicinato tentando di strapparle dal collo una collana. Mio marito è immediatamente intervenuto riuscendo ad allontanare il braccio del ragazzo dal collo di mia suocera. Il ragazzo ha spinto mia suocera facendola cadere violentemente a terra (a seguito della caduta ha riportato un importante livido al braccio sinistro, oltre a un forte spavento e al trauma emotivo). Desidero però evidenziare un aspetto che ci ha profondamente colpiti: diversi ragazzi sono immediatamente intervenuti per aiutarci, prestando soccorso, portando sedie acqua e ghiaccio e aiutando mia suocera a rialzarsi. Riteniamo estremamente grave che un episodio del genere possa verificarsi in pieno giorno, in una zona centrale della città e altamente frequentata da studenti e cittadini».Famiglia Cendola DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.