Una lettrice scrive:«Ho 92 anni e, fino a poco tempo fa, una delle mie passeggiate quotidiane preferite era al Parco della Tesoriera. Oggi, però, è diventato molto difficile muovermi nel parco. I vialetti sono stati ricoperti di ghiaia e, con il mio carrellino deambulatore, non riesco più a percorrerli: è molto faticoso spingerlo. Immagino di non essere l'unica a trovarsi in difficoltà: penso alle persone in carrozzina, ma anche ai genitori con passeggini. È un vero peccato che un intervento di riqualificazione finisca per penalizzare proprio le persone più fragili, quelle che più avrebbero bisogno di un parco vicino casa. Spero che chi ha preso queste decisioni voglia riconsiderarle, restituendo a tutti la possibilità di vivere questo spazio».Anna Cristina Bellato Una lettrice scrive:«A causa di un recente problema di salute, mi ritrovo a dover fare i conti con una mobilità ridotta. Solo vivendo in questa condizione sulla mia pelle ho potuto toccare con mano quanto le nostre strutture sanitarie siano ancora drammaticamente lontane dall'essere inclusive.Il problema non è solo astratto, è fatto di centimetri e di sguardi. Recandomi in ambulatorio per controlli necessari, mi sono scontrata con l'impossibilità fisica di salire sui lettini medici, quasi sempre privi di meccanismi di regolazione dell'altezza o di supporti adeguati per chi ha difficoltà motorie. Una prestazione sanitaria che dovrebbe essere di routine si trasforma così in un percorso a ostacoli umiliante e rischioso. A questa barriera architettonica, purtroppo, se ne aggiunge spesso una ancora più dolorosa: la mancanza di empatia. Invece di trovare accoglienza in un aiuto teso a superare il disagio, mi sono imbattuta in personale poco propenso all'ascolto e all'assistenza, che sembra quasi considerare il paziente disabile come un problema in più da gestire piuttosto che come una persona da curare. Spero che questa segnalazione arrivi ai dirigenti sanitari, nello specifico alle strutture di San Luigi Gonzaga di Orbassano e San Giovanni Vecchio, affinché dotino gli ambulatori di lettini ad altezza variabile e chi lavora a contatto con i pazienti non dimentichi mai che dietro una cartella clinica c'è un essere umano che sta già affrontando la propria fragilità».Cinzia Zuppa Una lettrice scrive:«Che ormai non ci sia più limite all'espansione dei dehors a Torino mi sembra chiaro, anche perché il Comune incassa tanti soldi. Credo che però dovrebbero esserci. Ieri ho scoperto che il ristorante che prima aveva i tavoli in via Cesare Battisti li ha spostati sulla facciata di Palazzo Carignano. Così oltre a essere ovviamente assurdo e deturpante il sito stesso, verrà anche immortalata dai turisti e lo scempio diffuso in tutto il mondo».MRM* * DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012: specchiotempi@lastampa.it - www.specchiodeitempi.org - Info: 011.6568376.
Specchio dei tempi, le lettere di mercoledì 3 giugno 2026
«Accessibilità nuova Tesoriera: problemi per i più fragili» – «Disabilità: se un lettino medico diventa una barriera insormontabile» – «Dehors che deturpano i …






