Una lettrice scrive:
«Ho constatato di persona come la cosiddetta "desertificazione bancaria", la chiusura di sportelli e filiali, colpisca pesantemente le persone più fragili. Per un'operazione non eseguibile online, avevo bisogno di andare alla cassa della mia banca. Poiché nella filiale presso la quale ho il conto corrente è stato abolito tale servizio, ho dovuto recarmi in un'altra filiale del medesimo Istituto, dove vengono dirottati tutti i clienti nella mia situazione: una folla. Attesa di ore (c'era un unico sportello aperto), molti anziani, alcuni con difficoltà di deambulazione. Gli impiegati facevano il possibile con grande gentilezza, ma la loro cortesia non poteva sovvenire a un grave problema strutturale, che dipende dalle decisioni delle "alte sfere": una sostanziale mancanza di riguardo verso i clienti (notate: clienti, non sudditi! ) che più ne avrebbero bisogno. Molti accusano il diffondersi delle tecnologie, ma l'uso delle tecnologie dipende dall'uomo, come dipende dall'uomo impiegarle ai fini di una maggiore umanità, e non contro di essa».
L. L. S.
Un lettore scrive:
«Leggo spesso le giuste lamentele degli utenti della strada per le condizioni disastrose del manto stradale. A queste lamentele si aggiungono quelle di chi constata che le buche vengono malamente "rattoppate" ma con scarso successo. Ricordo però che circa 8/9 anni fa era stato completamente rifatto l'asfalto di corso Ferrucci. Ebbene, dopo tutti questi anni, non è mai spuntata una sola buca (salvo le riparazioni fatte a causa dei lavori). Quindi è possibile fare un buon lavoro ma è necessario volerlo fare, cosa che non mi pare sia la volontà dei nostri amministratori!».






