Un lettore scrive:

«Nel giro di tre settimane, ho subito due tentativi di truffa da parte di zingari: si affiancano scagliando un sassolino sulla fiancata della mia auto poi inseguendomi lampeggiando si affiancano dicendo che ho svoltato senza mettere la freccia e gli sono andato addosso. Ancora una volta la parola "magica" ha funzionato: sto chiamando I carabinieri, al che desistono. È snervante dover stare sempre sul chi vive».

Vincenzo

Un lettore scrive:

«Vi scrivo per deplorare un comportamento sindacale che è causa di gravi e spesso ingestibili disguidi per le famiglie, di cui sono timone in quanto nonno di due bambini iscritti alla scuola per l'infanzia. Mi riferisco al fatto che in caso di sciopero, come quello proclamato lunedì 9 marzo 2026, le famiglie non sono informate in anticipo della adesione o meno del personale. Lo scoprono soltanto al momento in cui accompagnano i figli alle scuole. Facile capire che l'incertezza rende impossibile programmare un aiuto sostitutivo. Ritengo che nell'esercizio del diritto di sciopero sia fondamentale garantire informazioni preventive ed essenziali. Credo superfluo ricordare che senza questa informazione le famiglie si trovano in difficoltà crescenti tanto più se non hanno soluzioni alternative, come capita quando entrambi i genitori lavorano e non dispongono dell'aiuto di parenti o di baby sitter. Ribadisco che non intendo contestare il diritto di sciopero, quanto piuttosto far presente che il diritto andrebbe esercitato con attenzione alle famiglie e ai bambini. Non mi sembra una richiesta lesiva dei diritti sindacali. Credo anche che le famiglie sarebbero maggiormente propense a considerare positivamente le ragioni della protesta».