Un lettore scrive:

«Con l'iscrizione dei figli alle superiori si ha la possibilità di pagare un contributo, denominato "volontario", ma se non lo si paga si viene come stalkerizzati da mail di avviso inviate quasi quotidianamente, che ricordano come poterlo pagare. Talvolta capita che durante l'anno ci siano delle riduzioni di costi (per gite, corsi etc) solo per gli alunni delle famiglie che hanno pagato il contributo volontario, e per di più riduzioni di importo differente, proporzionato all'importo pagato come contributo Volontario. Parlando con conoscenti e amici sembra che tale situazione sia generalizzata, siamo sicuri che gli enti preposti, quali gli Uffici Scolastici Regionali, magari supervisionati dal ministero non debbano controllare qualcosa? » .

Carlo42

Una lettrice scrive:

«Devo servirmi della linea 52 per recarmi a lavoro. Non solo: in questi giorni devo usarla anche per frequentare i corsi abilitanti alla professione docente che non ammettono un minuto di ritardo– pena l'esclusione dall'esame finale – e il 52 sta mettendo tutto il suo impegno per fare in modo che io non mi abiliti. Stamane l'ho atteso per 40 minuti, alla fermata Madama Cristina, per poi prendere un taxi, nonostante il mio abbonamento. Mi preme segnalare che le varie applicazioni che monitorano i passaggi in fermata dei mezzi sono sadiche, o diaboliche. Mai una volta che si segnali a chiare lettere "amici cari, il bus non passerà. Trovate un'alternativa". Lo apprezzeremmo. E invece no. Continuano a rassicurarti, accarezzandoti virtualmente la testa: in arrivo tra 5 minuti. Poi, tra 6. Poi addirittura "in anticipo di 3 minuti", poi di nuovo in arrivo tra 7 minuti, poi diventano 20, poi tornano 3. E tu stai lì, speranzoso, a perdere tempo, anziché pensare a un'alternativa. Iperconnessi, monitorati, geolocalizzati, irrimediabilmente ingannati».