Un lettore scrive:
«Mio nipote inizia la quarta elementare in una scuola pubblica di Torino. Legge male, scrive "gnente" invece di niente, "anno mangiato" invece di hanno mangiato, però gli danno sempre ottimo come valutazione. Mi sento male io per le difficoltà che avrà alle medie e soprattutto alle superiori. In compenso lo caricano di compiti delle vacanze, mentre i bambini finita la scuola dovrebbero soltanto giocare e divertirsi, e studiare durante l'anno (scusate, hanno) scolastico. Dubito che qualcuno valuterà i compiti delle vacanze, in caso gli daranno ottimissimo».
AA
Una lettrice scrive:
«Sono la figlia di un diplomato dell'Istituto Avogadro (anno 1955). Mi ha messo molta tristezza la lettera, del 7 settembre, dei diplomati del liceo Segrè che si sono visti rifiutare una visita nel giorno dell'anniversario dei 50 anni della loro maturità. Mio padre nel 2005, in occasione dei 50 anni dal suo diploma, è stato felicissimo di ritrovarsi con i vecchi compagni di scuola e festeggiare insieme, visitando anche con nostalgia l'Istituto e ricevendo dal Preside una copia nuova di zecca del suo diploma di perito industriale capo tecnico, specializzazione elettricisti. Per di più era proprio un sabato, quindi evidentemente con un po'di buona volontà si può aprire la scuola per accogliere un gruppo di allievi che festeggiano un traguardo così importante, ancora orgogliosi di aver studiato tra quelle mura. Mi auguro che altre scuole seguano l'esempio virtuoso dell'Avogadro».







