Un lettore scrive:
«Come ogni anno da 3 anni, mia figlia studentessa di scuola media - alle elementari era lo stesso - si vede assegnare compiti di punizione perché nella sua classe ci sono 3-4 persone che disturbano e impediscono il regolare svolgimento delle lezioni. Questo carico extra di lavoro si deve conciliare con lo sport, i compiti normalmente assegnati, le attività extra e gli impegni famigliari. Trovo ridicolo che a inizio anno scolastico noi famiglie si debba firmare un "patto educativo di corresponsabilità" con la scuola in cui vengono enunciati un sacco di buoni propositi e articoli tra i quali: "I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa" e "La responsabilità disciplinare è personale". Tutte belle parole, ma è la scuola per prima a non rispettare questo principio punendo tutti indistintamente. La scuola non può predicare bene (educazione alla responsabilità individuale) e razzolare male (punizioni collettive)».
P.B.
Una lettrice scrive:
«Sono una studentessa e vivo a Torino. Frequento la quinta liceo in un istituto vicino a corso San Maurizio e per andare a scuola ogni mattina prendo la linea 3 o quella del 16. Gli anni scorsi sono sempre riuscita, uscendo dalle 7.30 fino alle 7.45, ad arrivare a scuola in orario e senza problemi. Da quest'anno, anche per via dei lavori vicino a Rondò Rivella, non riesco più ad arrivare a scuola in orario. Gli autobus hanno una scarsa frequenza e aggiungo che oltre gli studenti ci sono molti lavoratori e persone che vanno al mercato di Porta Palazzo. Siamo non solo in ritardo ma anche tutti appiccicati e succede spesso di non riuscire a salire. Nella fascia oraria dalle 7 alle 8 passano pochi autobus, chiaramente sovraffollati. Non intendo con queste parole mettere fretta ai lavori sui binari però ritengo che serva una maggior organizzazione specialmente negli orari delle uscite e entrate delle scuole. Ho discusso con diversi compagni di scuola che come me utilizzano queste linee sull'inviare o no questo messaggio e sono tutti d'accordo, pertanto mi faccio portavoce. Considerato che paghiamo tutti un abbonamento annuale, spiace avere in cambio un servizio cosi carente».






