Una lettrice scrive«Ho 82 anni e, ogni tre giorni, vado a fare la spesa nel discount. Nello scegliere i prodotti noto che la data di scadenza è scritta con caratteri sempre più piccoli. Impossibili da leggere, salvo inforcare gli occhiali, procedura non semplice fra carrelli e scaffali. Mi rifiuto di pensare che sia un sistema per ingannare noi anziani, mi limito a chiedere che che quelle date siano stampate in modo leggibile».Matilde Una lettrice scrive«Al Salone del Libro ci sono andata. Ma mi sono chiesta se fosse giusto pagare così tanto per entrare in un posto dove si va per acquistare qualcosa. Va bene, gli altissimi costi organizzativi, la sicurezza, tutto comprensibile. Ma deve pagarli il visitatore? Allora in libreria ci faranno prima o poi pagare un biglietto per poter entrare e acquistare? Qualcosa mi sfugge. Comunque, se il costo dei biglietti di entrata fosse un genere letterario non avrei dubbi: horror!».Silvia Giuliani * Leggi tutte le lettere di Specchio dei tempi Un lettore scrive«Gli antichi romani leggevano i libri sibillini con la speranza di trovarvi risposte divine alle loro angosce. Noi, oggi, andiamo al Salone del Libro non per trovare risposte alle nostre ansie, ma per apparire, per esserci, tra vanità e spettacolo».M.G. Una lettrice scrive«Transitando in corso Moncalieri mi chiedo come mai tra tante strade disastrate piene di buche aperte o mal rattoppate, venga in mente a qualcuno di riasfaltare proprio questo corso che non necessita di interventi mentre corso Giovanni Lanza resta una trappola piena di buchi, come tante strade della precollina. Allargare il marciapiede di corso Moncalieri, oltre ai frequentatori della discoteca non serve a nessuno e poi dal lato fiume è larghissimo. Sarebbero sufficienti strisce pedonali visibili e ben illuminate. Incomprensibile capire con che criterio vengano fatte queste scelte».M.T. Un lettore scrive«Ho dovuto fruire dei servizi igienici del Cimitero Parco. Facile immaginare che di igienico ci fosse nulla: sporcizia, odore ammorbante, dispense sapone vuoto, salviette inesistenti. Recentemente ho visto il bellissimo film Perfect Days: il protagonista è un addetto alle pulizie, che ogni giorno si dedica con passione ai bagni pubblici di Tokyo: puliti e dotati di ogni comfort. Due città, due civiltà a distanza siderale».Marco Raffaeli * * DONA IL TUO 5XMILLE - C.F. 97507260012specchiotempi@lastampa.itwww.specchiodeitempi.orgInfo: 011.6568376