Non ci "salviamo" neppure guardando l’etichetta nutrizionale. Zuccheri, sale, grassi saturi e calorie restano importanti, ma potrebbero non spiegare tutto. I rischi legati ai cibi ultra-processati sembrano dipendere anche da ciò che accade agli alimenti durante la produzione industriale: la modifica della loro struttura, l’aggiunta di additivi, la perdita di composti protettivi e perfino il possibile contatto con sostanze rilasciate dagli imballaggi.
È il punto centrale di uno studio della Tufts University, pubblicato sull’American Journal of Public Health, che riapre una domanda decisiva per la salute pubblica: questi prodotti fanno male solo per ciò che contengono oppure incide anche l'essere stati profondamente trasformati prima di arrivare nel piatto?
Che cosa sono i cibi ultra-processati
Per alimenti ultra-processati si intendono prodotti ottenuti con ingredienti e procedimenti tipici dell’industria alimentare, spesso difficili da replicare in una cucina domestica. Non si tratta semplicemente di cibi “lavorati”: anche pane, formaggi o conserve possono essere processati in modo tradizionale. Gli ultra-processati, invece, includono spesso formulazioni con additivi, aromi, emulsionanti, coloranti, dolcificanti, grassi modificati, amidi raffinati o proteine isolate.










