Mangiare cibi ultra-processati potrebbe accelerare l'invecchiamento biologico: lo rivela uno studio condotto dall’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (I.R.C.C.S.) Neuromed di Pozzilli (IS), in collaborazione con l’Università LUM di Casamassima (BA), e pubblicato sulla rivista scientifica The American Journal of Clinical Nutrition. Dalla ricerca è emerso come la qualità degli alimenti possa influenzare la salute a lungo termine. Nel mirino ci sono finiti snack salati, dolci confezionati, bibite gassate, ma anche prodotti insospettabili come pane in cassetta, zuppe pronte, piatti surgelati e yogurt aromatizzati.

Alla base delle nuove evidenze ci sono i dati raccolti nell’ambito dello Studio Molisani, che si occupa di epidemiologia e che coinvolge da 20 anni 25.000 cittadini adulti residenti in Molise. Grazie a un approfondito questionario, i ricercatori hanno potuto analizzare le abitudini alimentari dei partecipanti e calcolare il loro livello di consumo di alimenti ultra-processati. Si tratta di una categoria di cibi che include prodotti industriali confezionati sottoposti a molteplici fasi di trasformazione. Tra i loro ingredienti principali ci sono zuccheri, sale, additivi, coloranti e aromi. In genere, inoltre, presentano etichette con lunghe liste di componenti e sono progettati per avere una lunga conservabilità.