I cibi ultraprocessati tornano al centro del dibattito scientifico, questa volta per il loro possibile impatto sulla fertilità e sullo sviluppo embrionale. A evidenziarlo è una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Human Reproduction, che per la prima volta offre una mappatura dettagliata del legame tra dieta e salute riproduttiva, coinvolgendo sia uomini che donne. Lo studio si inserisce in un contesto globale in cui i disturbi della fertilità sono in aumento, soprattutto nei Paesi industrializzati, e punta l’attenzione su uno dei fattori più diffusi e spesso sottovalutati: l’alimentazione quotidiana.

Secondo i ricercatori, un consumo elevato di alimenti ultraprocessati , tra cui snack confezionati, fast food, bevande zuccherate, piatti pronti e prodotti ricchi di conservanti e additivi, è associato a un peggioramento significativo della qualità del liquido seminale. In particolare, gli uomini con una dieta più ricca di questi prodotti presentano una minore concentrazione di spermatozoi, una ridotta motilità (capacità di movimento) ed anomalie nella morfologia (forma) degli spermatozoi. Tutti parametri fondamentali per la fertilità maschile, che incidono direttamente sulla probabilità di concepimento.