Roma, 1 apr. (askanews) – Città sempre più inquinate, cibi ultraprocessati che portano con sé pesticidi e microplastiche, stili di vita sbagliati. Non è la trama di un romanzo apocalittico, ma quello a cui siamo esposti ogni giorno nella vita quotidiana. E che se non viene contrastato, o almeno limitato, aumenta esponenzialmente i rischi di ammalarsi di tumore, con gravi e ovvie ripercussioni non solo sulla salute pubblica ma anche sul servizio sanitario. Per questo, l’appello è di rendere tutti consapevoli, dalla politica ai semplici cittadini, per poter agire su tutti i livelli. Di questo si è parlato oggi alla biblioteca dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, partendo dalla presentazione del volume “L’impatto dell’Ambiente e degli Stili di Vita nel rischio onco-ematologico”, un’opera che restituisce in forma organica i contributi scientifici, sociali e istituzionali emersi durante il convegno nazionale di Ail 2024, “Curare è prendersi cura. Impatto ambientale e rischio sanitario, benessere e stili di vita”, che ha messo a confronto esperti di medicina, epidemiologia, scienze ambientali e sociali, rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo, con l’obiettivo di approfondire le possibili correlazioni tra inquinamento, stili di vita e rischio onco-ematologico.
Città-cibo-stili di vita: così ambiente impatta su incidenza tumori
L’analisi in un volume di Ail; “Serve prevenzione a tutti i livelli”






