Il consumo regolare di cibi ultra-processati potrebbe compromettere la fertilità femminile. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla McMaster University, e pubblicata sulla rivista Nutrition and Health: un’elevata presenza di alimenti industriali nella dieta sarebbe associata a una riduzione del 60% delle probabilità di concepire, indipendentemente da fattori quali l’età, il peso corporeo o lo stile di vita.
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23 Marzo 2026
La ricerca nasce per indagare il legame tra la qualità della dieta e la salute riproduttiva, un ambito finora poco esplorato da studi su ampia scala. Gli autori hanno attinto ai dati di oltre 2.500 donne contenuti nel National Health and Nutrition Examination Survey, un database che include interviste cliniche, recall delle 24 ore (sondaggi che ricostruiscono i consumi alimentari della giornata) e test di laboratorio. I ricercatori hanno confrontato i pattern alimentari di donne che riferivano una condizione di infertilità (definita come l'assenza di concepimento dopo un anno di tentativi) con quelli di donne fertili, identificando un denominatore comune: gli alimenti ultra-processati, ovvero cibi industriali pronti al consumo ricchi di conservanti e sostanze chimiche, che contengono poco o nessun ingrediente intero.






