Premessa: il rischio di infezione da ebola in Italia è considerato basso. Ma nei giorni scorsi il ministero della Salute ha emanato un'ordinanza indirizzata a tutte le Regioni per fornire le indicazioni operative, sotto il profilo della massima precauzione, necessarie davanti a eventuali casi sospetti. E anche la Sicilia, naturalmente, ha messo in moto la macchina per prepararsi, nel principio di massima precauzione.
Chi deve fare cosa, in che termini, chi sono i riferimenti sul territorio, quali le strutture ospedaliere centrali. Tutto messo nero su bianco con un obiettivo chiaro: evitare di affrontare una eventuale emergenza - di cui al momento non ci sono campanelli d'allarme in Italia, né tantomeno sull'Isola - con la stessa impreparazione con cui si è andati incontro al Covid. Ieri Giacomo Scalzo, direttore del Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, d'intesa con l'assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, ha inviato una nota urgentissima a tutte le aziende sanitarie dell'Isola, alle centrali operative del 118 e ai dirigenti dello stesso assessorato regionale.
L'ordinanza del ministero arriva a seguito della dichiarazione di emergenza di salute pubblica di rilevanza internazionale diramata dall'Organizzazione mondiale della sanità lo scorso 16 maggio, a causa del focolaio di virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda. Chiunque faccia ingresso in Italia provenendo, direttamente o indirettamente, da questi due Paesi, o vi sia passato nei 21 giorni precedenti l’ingresso nel nostro Paese, deve sottostare alle misure che l'ordinanza illustra. Chi si trova in una di queste condizioni ha l'obbligo di autosegnalarsi.















