In Francia, la caduta del primo ministro Francois Bayrou mette ancora una volta il presidente Emmanuel Macron davanti alla necessità di nominare un nuovo titolare a Palazzo Matignon, che sarà il quinto dal 2022, data d’inizio del secondo mandato di Macron all’Eliseo. Un passaggio obbligato in quanto Macron si rifiuta sia di dimettersi che di ricorrere a un nuovo scioglimento dell'Assemblea nazionale, come chiesto in particolare dall'estrema destra di Marine Le Pen. Da giorni erano già aperte le speculazioni sui possibili successori di Bayrou, in carica dal 13 dicembre 2024. Questa la panoramica dei candidati più “papabili” in alla successione. Xavier Bertrand (afp) Salgono le quotazioni di Xavier BertrandNelle ultime ore, all'Eliseo circola con insistenza un nome per Matignon: quello di Xavier Bertrand, 60 anni, deputato di destra e presidente della Regione Hauts de France. Un'ipotesi che si sta facendo sempre più strada in quanto l'Eliseo - secondo fonti citate da Le Figaro – è alla ricerca di un candidato anti-Rassemblement National (Rn), che sia anche compatibile con il Partito socialista (Ps). Pertanto il ‘campo Macron’ sta esplorando l'ipotesi.Noto esponente della massoneria francese, Xavier Bertrand è stato ministro della Salute dal 2005 al 2007 nel governo di Dominique de Villepin, sotto il presidente Jacques Chirac, poi ministro del Lavoro, degli Affari sociali e della solidarietà dal 2007 al 2009 e ministro del Lavoro, dell'Occupazione e della Salute dal 2010 al 2012. Ha avuto un ruolo di primo piano nella campagna presidenziale di Nicolas Sarkozy nel 2007. È stato membro dell'Unione per un Movimento Popolare - poi Repubblicani - fino all'11 dicembre 2017, quando ha dichiarato che avrebbe “definitivamente lasciato” il partito dopo l'elezione a leader di Laurent Wauquiez. Nel marzo 2021, Bertrand ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali francesi del 2022.“Il ritratto composito è di qualcuno ben noto, rassicurante, che combatte Rn, che ha ricoperto responsabilità sia a livello locale che ad alto livello e che non è associato ai governi di Macron. A sinistra, c’è un Bernard Cazeneuve, a destra, un Xavier Bertrand” valutano fonti vicine alla presidenza francese.Ecco gli altri possibili successori. Bernard Cazeneuve (ansa) 12/12/2024 Bernard CazeneuveAppunto, oltre a Bertrand, Cazeneuve: l'ex primo ministro di Francois Hollande compare regolarmente nelle discussioni su un incarico comunque prestigioso e che lui conosce bene. Cazeneuve incarna un'apertura verso la sinistra socialdemocratica che potrebbe mobilitare il Ps. Ma il suo drammatico abbandono del partito, in disaccordo con il Nupes nel 2022, continua ad alimentare il risentimento tra alcuni socialisti. Sebastien Lecornu (ansa) Sebastien LecornuHa 39 anni ed è una presenza costante nel governo fin dai primi mesi di Macron all'Eliseo: il ministro delle Forze Armate è tra i più favoriti. Molto vicino al presidente e uno dei suoi fedelissimi più influenti durante la campagna del 2022, la sua nomina a primo ministro coronerebbe un'ascesa fulminea, simile a quella di Gabriel Attal. Perfettamente allineato al presidente in termini di politica economica e godendo della sua fiducia, potrebbe distinguersi se quest'ultimo decidesse di schierarsi dalla sua parte. Gerald Darmanin (Bertrand GUAY / AFP) Gerald DarmaninÈ il ministro della Giustizia, ha 42 anni, e ormai non nasconde più le sue ambizioni presidenziali. Fondatore del movimento “Populaires!” nell'autunno del 2024, potrebbe esitare ad accettare l’incarico ad alto rischio a Matignon, dove quattro primi ministri hanno fallito in poco più di tre anni. Un breve periodo rischierebbe di compromettere le sue possibilità di raggiungere la carica più alta e candidarsi a succedere a Macron nel 2027. Bruno Retailleau (afp) Bruno RetailleauMinistro degli Interni e presidente dei Repubblicani (LR) dalla scorsa primavera, 64 anni, gode di una certa popolarità, soprattutto grazie alla sua ferma posizione restrittiva sulle politiche migratorie. Ma le ambizioni presidenziali di Retailleau, ex sostenitore di Fillon e rivale di Laurent Wauquiez, potrebbero frenarlo. I 49 deputati di LR, divisi tra i due, non faciliterebbero la nomina. Catherine Vautrin (afp) Catherine VautrinRitorna anche il nome di Catherine Vautrin, ministra del Lavoro e della Salute, già indicata a guidare il governo nel 2022. Avvocata di formazione e ministra sotto Jacques Chirac, è molto vicina a Macron. Tuttavia, le sue posizioni conservatrici sulle questioni sociali hanno compromesso le sue ambizioni all'epoca. Eric Lombard (afp) Eric LombardEntrato nel governo solo otto mesi fa, l'attuale ministro dell'Economia e delle Finanze, 67 anni, vanta una notevole competenza in materia di bilancio. Dote fondamentale dal momento che il successore di Bayrou dovrà occuparsi dell’approvazione della legge di Bilancio e del capitolo “riduzione del debito”. Ex ceo di Bnp Paribas Cardif e Generali, Lombard mantiene legami con il Partito socialista, dove ha debuttato nel 1991. Tuttavia, le sue inclinazioni neoliberiste e la sua immagine di uomo ricco rappresentano, entrambi, degli ostacoli per una possibile candidatura. Olivier Faure, segretario del Partito Socialista Francese (Getty) 10/12/2024 Olivier FaureIl primo segretario del Partito Socialista (Ps), Olivier Faure, ha dichiarato che il suo partito era "disposto" a subentrare ai vertici del governo. Due settimane fa, a Blois, i socialisti hanno presentato una proposta di bilancio che prevede la meta' dello sforzo di Bayrou. Ma, con soli 66 deputati, Olivier Faure dovrebbe costruire una coalizione che vada dai comunisti al centro-destra, un'alleanza altamente ipotetica. Jordan Bardella (Ansa/EPA) 13/12/2024 Jordan BardellaÈ il presidente del Rassemblement National (Rn) e, nonostante i suoi 123 deputati e il sostegno dei 15 rappresentanti eletti di Eric Ciotti, ha poche possibilità di formare un governo nell'attuale configurazione. Il leader 30enne e Marine Le Pen, tuttavia, contano su un altro scioglimento. L'esecutivo del Rn si è già riunito per stilare una prima mappatura di una potenziale campagna elettorale per le elezioni legislative, da cui potrebbero uscire ancora più forti. Christine Lagarde, Presidente della Banca centrale europea - 12 settembre 2024 (LaPresse) L’ultima carta, Christine LagardeDi fronte all'impasse, alcuni parlano di un governo di tecnocrati. L'ipotesi di mettere la presidente della Banca Centrale europea al vertice di un esecutivo tecnico sarebbe la più naturale e circola da tempo a Parigi. Lagarde, ex direttore generale del Fondo monetario internazionale ed ex ministra dell'Economia, incarna la serietà e il rigore fiscale. Tuttavia, il suo mandato alla Bce durerà fino al 2027 e la diretta interessata ha sempre assicurato la sua intenzione di onorarlo fino alla fine (forse per poi correre all’Eliseo?). Circolano anche altri nomi di spicco, più tecnocratici, quali Thierry Breton, Pierre Moscovici e Francois Villeroy de Galhau. Resta il fatto che i governi tecnici vengono spesso percepiti come portatori di austerità quindi non generano ampio consenso, il che sarebbe negativo in termini di popolarità anche per il presidente Macron.