Roma, 5 giu. – “Sul caporalato bisogna passare dalle parole ai fatti, servono azioni forti ma soprattutto coerenti”. Lo ha detto il Reggente della Fai Cisl nazionale Antonio Castellucci commentando oggi a “Ping Pong” su Rai Radio 1 l’uccisione dei braccianti ad Amendolara.

“Le leggi ci sono, abbiamo la 199 del 2016 che è una legge efficace – ha aggiunto Castellucci – però è ovvio che non bisogna lasciarla sulla carta, bisogna andare fino in fondo perché è una legge di repressione ma anche di prevenzione. D’altra parte c’è un problema anche in termini di unità di ispettori. Gli ultimi dati dell’Ispettorato nazionale del lavoro dicono che in Calabria, per quanto riguarda il settore agricolo, sette ispezioni su dieci hanno riscontrato irregolarità, è un dato davvero molto preoccupante, soprattutto se pensiamo che non discosta molto dai dati di altre regioni. Gli strumenti ci sarebbero, sicuramente vanno potenziati. Servono azioni forti sul territorio calabrese, nel Mezzogiorno e in tutto il Paese, con un Patto che metta assieme istituzioni, imprese e parti sociali, perché dobbiamo davvero costruire un percorso per l’emersione del lavoro irregolare e, soprattutto, serve sollecitare i lavoratori a denunciare sempre i soprusi, perché il vero problema è quello, ed è importante che sia stato previsto un percorso di inclusione e protezione nei loro confronti”.